Progetto BELA-TRESS 2013

 

Il nome BELA-TRESS deriva dall’unione di BELARUS (Bielorussia in inglese/bielorusso) e TRESS (Trezzo sull’Adda in dialetto Trezzese)

Il legame fra Bielorussia e Trezzo sull’Adda inizia nel 1998 quando viene costituito il Comitato di Trezzo
sull’Adda della Fondazione Aiutiamoli a Vivere.
La principale attività della Fondazione è quella di ospitare presso famiglie italiane dei bambini bielorussi
rimasti coinvolti nelle conseguenze provocate dal Disastro di Chernobyl nell’Aprile del 1986
Il disastro ha contaminato direttamente il territorio Ucraino, Russo e Bielorusso.

Il rapporto di Legambiente cita che:

La Bielorussia in cui si è riversato il 70% del fall-out radioattivo, è divisa in 6 regioni ( Minsk, Gomel, Mogilev, Grodno,Brest, Vitebsk); dei 236.000 Kmq dell’intera superficie il 23% presentano livelli di contaminazione superiori a 1 Cu/Kmq e fra questi. Dell’intera popolazione costituita da oltre 10 milioni di persone, 24.700 persone da 107 località dei distretti di Bragin, Narovlia e Khoiniki nella regione di Gomel vennero evacuate dopo l’incidente e circa un quinto vive tuttora nelle aree contaminate: in pratica sola la regione di Vitebsk ha zone immuni da radioattività Ciò determina conseguentemente la loro mobilità e capacità di ridistribuzione nel terreno, nelle acque superficiali e profonde, nelle piante e quindi nell’intera catena biologica. Il 20% del territorio boschivo ( 1,3 milioni di ettari) della Bielorussia risulta contaminato; 257.000 ettari di terreno agricolo delle regioni di Gomel e di Mogilev sono inutilizzabili per l’agricoltura ed una quota analoga di territorio entro il raggio di 30 Km dalla zona del disastro, risulta inabitabile. La produttività agricola e l’allevamento del bestiame hanno subito danni ingenti e risultano tuttora deficitari per il fabbisogno interno. Il danno economico è stato in oltre 200 miliardi di dollari ( più di 300 miliardi di lire italiane).

A seguito di questo disastro molte associazioni internazioni, tra cui la Fondazione Aiutiamoli a Vivere hanno

incominciato ad organizzare le “Vacanze Terapeutiche”

Il progetto “accoglienza” o “vacanza terapeutica”
Il progetto si propone di aiutare concretamente i bambini bielorussi, organizzando soggiorni di risanamento della durata di circa 4/5 settimane, presso famiglie della nostra città ed i Comuni limitrofi nel periodo autunnale (per un ciclo di due anni).
Il gruppo dei bambini arriva accompagnati da interpreti ed insegnanti i quali consentono di proseguire il percorso scolastico anche durante questo periodo di “vacanza”.
E’ importante dire che in realtà l’iniziativa non intende solamente offrire un periodo di villeggiatura ai bimbi, ma qualcosa di più, specialmente sotto il punto di vista sanitario. Difatti pur essendo “sani”, alcuni presentano problemi di salute causati dalle radiazioni accumulate durante l’anno attraverso il cibo e l’aria, ecertamente vivere per un mese lontano dalle loro aree d’origine (tuttora contaminate) serve a fare in modo che una parte di queste problematiche si riducano sensibilmente a beneficio del loro stato fisico. L’effetto benefico purtroppo ha una durata limitata e, pertanto l’impegno per le famiglie deve comprendere l’intero ciclo biennale (salvo evidenti impedimenti o problemi che possano sorgere negli anni)

Dal 1998, quando il Comitato di Trezzo sull’Adda ha aderito al Progetto, presso le famiglie di Trezzo sull’Adda sono stati ospitati più di 232 bambini bielorussi di età compresa fra i 7 ed i 9 anni provenienti dai villaggi della provincia di Dribin, regione di Moghilov a est della Bielorussia. Tutti i bambini sono stati ospitati presso famiglie di Trezzo sull’Adda e Chignolo d’Isola.

Per le famiglie italiane che decidono di vivere questa esperienza di solidarietà e crescita, ci sono importanti costi da sostenere, che vanno dal viaggio aereo del bambino, il mantenimento per 5 settimane, la partecipazione alle gite formative e ricreative organizzate dal Comitato durante il soggiorno e l’acquisto di vestiario ed altri generi di conforto da riportare alle famiglie bielorusse di provenienza (spesso capita che le famiglie di appartenenza siano molto povere ed indigenti)

Con rapido ed approssimativo calcolo possiamo dire che le famiglie devono sostenere un costo di 1.000-1.300 € per 5 settimane di accoglienza.

In questo periodo di profonda crisi economica, molte famiglie in difficoltà lavorativa, incontrano un grande sacrificio economico per affrontare questa spesa e permettere ai bambini di essere accolti e purtroppo molte famiglie che avrebbero il desiderio e la volontà di continuare ad accogliere i bambini, si vedono costretti loro malgrado a rinunciare e molte nuove famiglie che vorrebbero intraprendere questa esperienza sono frenate dai costi da affrontare.

Questo causa una diminuzione dell’accoglienza, togliendo a molti bambini la possibilità di vivere un esperienza che gli cambierà la vita.

L’Associazione ON OFF, conoscendo da vicino questi problemi, ha deciso di supportare le famiglie del territorio, andando a raccogliere dei contributi da destinare al Comitato di Trezzo sull’Adda, in modo da aiutare le famiglie a sostenere le spese di accoglienza così che sempre più famiglie si avvicinino a questa esperienza di solidarietà con una piccola riduzione dell’impegno economico.

Il progetto BELA-TRESS 2013 sarà sostenuto e supportato per tutto il 2013.

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