Redazione Esteri sabato 24 febbraio 2018
Primo rapporto della Commissione per i diritti umani in quattro anni di guerra civile: si tratta in particolare di 33 generali, cinque colonnelli e tre governatori statali

Bambini soldato reclutati da una delle fazioni in lotta an Yambio in Sud Sudan (Ansa/Ap)

Bambini soldato reclutati da una delle fazioni in lotta an Yambio in Sud Sudan (Ansa/Ap)

La commissione per i diritti umani dell’Onu afferma di aver identificato “più di quaranta alti funzionari” ritenuti responsabili di crimini di guerra e crimini contro l’umanità nel Sud Sudan. Si tratta in particolare di 33 generali, cinque colonnelli e tre governatori statali, dettaglia il comunicato dell’Onu senza rivelare i nomi. Si tratta del primo rapporto della Commissione per i diritti umani nel Sud Sudan, incaricata dal Consiglio Onu dei Diritti umani di riunire prove per la “Corte Ibrida” e altri meccanismi concordati nell’ambito dell’accordo di pace del 2015 tra opposizione e governo del Sud Sudan.

La “Corte Idrida” (o Tribunale Ibrido) per giudicare i crimini commessi in Sud Sudan è stata chiesta dall’Unione Africana (Ua) ed dal Sud Sudan e diverrebbe un meccanismo a gestione interamente africano ma composto di giudici dell’Ua e sudsudanesi. Commentando il rapporto, il vice direttore regionale di
Amnesty International per la regione, Seif Magango, ha sottolineato “la brutalità scioccante” di quanto rivelato dalla commissione. Questo dovrebbe “scuotere il mondo” e spingerlo a “un’azione rapida per affrontare le orribili violazioni dei diritti che continuano senza sosta in quattro anni di conflitto nel Sud Sudan”. Magango ha inoltre sottolineato “la necessità critica” di istituire la Corte ibrida per il Sud Sudan e di rinnovare il mandato della Commissione, che scade in marzo.

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/sud-sudan-crimini-di-guerra